MARGINALIA – cascami d’arte e letteratura

Che cos’è MARGINALIA? Una nuova rubrica che ha l’intento di stabilire un approccio non ordinario, non scontato, curioso e che non si accontenti della prima versione e della prima analisi, della prima via d’uscita per sviare dalle pietre d’inciampo.

MARGINALIA, ovvero l’apparenza della tematica a latere, della secondaria via d’interpretazione di un’opera, di un autore, di un poeta. MARGINALIA: cioè l’affermazione dei presunti temi recessivi, delle presunte note e chiose contenute oltre il testo e oltre l’apparenza.

Il termine MARGINALIA deriva dalle decorazioni, in margine per l’appunto, che trovavano luogo nelle pagine dei codici miniati medievali: iconografie che corredavano i testi e ne rendevano più chiaro il significato, ma che, altrettanto spesso, erano buffoneschi e irriverenti assemblaggi di figure, esseri ibridi che si prendevano gioco dell’autore, del copista, del lettore che avrebbe usufruito di quello stesso testo.

MARGINALIA si occuperà della banalità periferica, del taglio secante esterno rispetto alle fibre e al midollo. MARGINALIA vuole toccare the dark and marginal side, vuole far suoi il tono minore, l’abbassamento dell’audio, il sotteso, il soffuso, quando talvolta voce flebile e gesto contenuto diventano deflagranti e gridano.

MARGINALIA proporrà temi originali di riflessione e di analisi, visioni eterodosse e curiose. La dimenticanza, la noncuranza, la recessione, l’errore voluto e cosciente e quello sotteso. L’incapacità e la sprezzatura, il controllo della forma e il suo abbandono, la costanza dell’incoerenza o l’azione di disturbo, il convenevole e l’improprio, il discutibile e l’accessorio che si confrontano. Incontro-scontro con il condiviso e il necessario. L’ovvietà che diventa specchio della negligenza sociale, della tensione etica e culturale come forma polemica, come atto d’accusa, come condiscendenza coatta.

MARGINALIA è uno spot che si accende su temi in apparenza laterali, su nodi da sciogliere o tagliare.

Scopo di MARGINALIA, è vagare, trasvolare, percuotere il martelletto sulla nota dolente osservando da un punto prospettico artisti della parola e dell’immagine, grandi e marginali, protagonisti e comprimari.

Prenderanno possesso di MARGINALIA artisti (Franz Kupka, Frida Khalo, Pino Pascali, Enrico Castellani), poeti, scrittori attivi tra XIX e XXI secolo, i classici e i nuovi classici, gli innovativi, i cinici, i lirici, europei, americani, orientali (Walt Whitman, Cesare Pavese, Matsuo Basho, Kobaiashi Issa, Jean-Paul Sartre, William Faulkner); tra questi anche alcuni dei più recenti (Paolo di Paolo, Helena Janeczek).

La prima analisi marginale sarà dedicata al Muro (1939) di Jean-Paul Sartre, ovvero all’opera che ha mostrato, con un disvelamento ultimativo e privo di qualsiasi infingimento, la precaria e contraddittoria nudità etica dell’uomo.

Salvatore Enrico Anselmi

Caccia al bonaco – dettaglio di alcune decorazioni eseguite quali marginalia del Bestiario Rochester, risalente al XIII secolo, London, British Library (Royal MS 12 F XIII).

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