Gli influenzati – una breve pièce teatrale di Michelangelo Franchini

Personaggi

Tommi

Leo

Anna

Gio


Stanza spoglia eccetto che per una branda a lato del palco, un divano al centro del palco e una vecchia televisione messa a terra, davanti al divano.

TOMMI: (seduto a terra, al centro del palco, guarda la televisione mentre mangia schifezze e fuma erba da un bong fatto con una bottiglia di plastica) ahahah… forte… (prende il telefono e chiama) Oh! Bello mio! Come stai? Che combini? A stronzo! (ride) A merda! A frocio! E insomma? Ho visto che mi hai chiamato… sì, tutto a posto… il periodo… boh, un periodo… ma niente… no, niente di che, sto qua… come al solito, insomma… sì, sì… mo sto guardando un po’ di televisione… sto guardando… boh, ma niente, un po’ di televisione… guardo la tv, mi rilasso… niente di che… è un periodo… tu piuttosto? Che mi racconti? Che fai? Scopi? Non scopi? Ah mi dispiace… eh guarda… ti posso presentare io… una strappona… sì, quella, sì, te la ricordi? Prendi un pezzo di carta, ti do il numero… tre quattro zero, due uno… ho detto, due uno zero… tre due nove tre, ce l’hai? Nove tre… sì, fai passare un paio di giorni, poi… boh, t’inventi una cazzata, le dici che vi ho presentati e non si ricorda, che cazzo… ma che cazzo ne so, fai un po’ te, inventi una cosa… no, guarda, sto periodo no, sto un po’… no, no tutto ok… no io, guarda, no… ora ti saluto… no, veramente, guarda, no… ciao bello, ciao… no, non mi si rizza il cazzo, ciao! Ciao caro! (attacca).

LEO: (entra in casa sbuffando) ancora qua stai? Ancora così? Ma che cazzo, Tommi, però… mi fai veramente incazzare, mi fai… come cazzo fai a… vabbè… (si siede, gli prende il bong dalle mani).

TOMMI: (ad alta voce) Sì, Leo, tieni, ti do il permesso di fumare il mio bong con l’erba che io ho comprato con il mio denaro guadagnato col mio sudore della mia povera fronte, tranquillo, non ti fare scrupoli, mi fa piacere condividere, siediti e fuma un po’ con me, avanti!

LEO: (gli dà un pugno sulla spalla) cazzo ti urli! Metti che ci sentono! Quegli stronzi ci buttano fuori! Sto palazzo è pieno di stronzi, sono tutti degli stronzi ricchi… lo sapresti se uscissi qualche volta…

TOMMI: (urlando) Leo prendi tutta la droga che vuoi, ma non picchiarmi! Non farmi del male, ti prego! Prendi la droga e il denaro ma non farmi male! Lasciami solo una sigaretta di droga per lenire l’astinenza mentre mi sfrutti!

LEO: (gli dà un pugno sulla spalla più forte) vaffanculo, sei un coglione! (gli scappa una risata mentre lo dice) te la ripago l’erba, ma adesso fammi fumare…

TOMMI: e perché amico caro? Racconta tutto al buon Tommi…

LEO: perché è stata una giornata di merda, ecco perché…

TOMMI: la grande caotica metropoli ti ha negato l’accesso ai suoi mille agi? Non ti ha riconosciuto come un valido membro di questa società di indefessi lavoratori? È questo ch’è accaduto?

LEO: sì, Tommi, la grande metropoli mi ha sputato di nuovo… non si trova un cazzo di lavoro a morire…

TOMMI: sei un artista, che cazzo di lavoro devi trovare…

LEO: (stizzito) non lo so, Tommi, che cazzo di lavoro devo trovare, un lavoro qualunque potrà andare bene, Tommi, una cosa qualsiasi per pagare un cazzo di affitto, suppongo, tu che dici?

TOMMI: dico che la metropoli è spietata…

LEO: mi fai incazzare da morire… come cazzo fa la gente a seguirti?

TOMMI: i miei iscritti mi amano soprattutto per la mia bellezza… oltre che per il mio caustico senso dello humour, che con le trucide implicazioni altro non fa che farti riflettere sulle contraddizioni della nostra società…

LEO: al tuo ultimo spettacolo di stand up comedy ti hanno tirato le bottiglie di birra…

TOMMI: in verità vi dico: coloro che non sono pronti a sentire la verità non sapranno distinguere la saggezza dall’empietà…

LEO: la smetti di fare il cretino per una volta?

TOMMI: perché?

LEO: potresti far finta di vivere nel mondo reale?

TOMMI: ehi, sveglia! Sono un personaggio del web, tutto nella mia vita è finzione! Il mondo reale, il cazzo il mondo reale…

LEO: vabbè, fai come ti pare…

TOMMI: ci puoi giurare amico caro…

LEO: non posso neanche… vaffanculo Tommi, ok? No, vaffanculo sul serio… non posso neanche raccontarti una cosa stupida che… anzi lasciamo perdere, non me ne frega un cazzo, ok? Problemi tuoi, ecco tutto. Fai il cretino. Fai quello che ti pare. La vita è tua. La gestisci tu. Io mi cerco un lavoro. Sono stupido? Forse. Devo guadagnare. Siamo tutti stupidi. Non l’ho deciso io. Non ho deciso un cazzo di niente. Anche fare il personaggio è un lavoro. Essì, stronzetto. Anche tu lavori… dovresti, adesso non stai lavorando. Esci di casa cazzo. Fatti una cazzo di doccia. Fai qualcosa. Non ti sopporto. Non puoi stare là fermo a segarti e mangiare e guardare la cazzo di tivù. Vaffanculo. Mi fai quasi preoccupare. Mi fai quasi pensare, dovrei fare qualcosa per lui. Ma perché se non fai niente per te stesso tu in primis. Perché è la domanda. Perché cazzo dovrei. No, non è una vera domanda. È una domanda retorica. È una domanda del cazzo. Non rispondere. Non dire un cazzo… non dire un cazzo! Vado a buttarmi a letto, non ho dormito niente stanotte… non venire a rompermi. Fai quello che ti pare ma non mi rompere. Mi sono rotto il cazzo. (si butta sul letto).

Buio. Quando si riaccende la luce, c’è solo Tommi in casa. È sdraiato sul divano. Guarda la tv. Si mette una mano nelle mutande e inizia a segarsi. Chiude gli occhi, sorride. Squilla il telefono. Lo ignora, continua a segarsi con aria scocciata. Il telefono non smette di squillare. Alla fine rinuncia e risponde.

TOMMI: (scocciato) Ohi! Dimmi! No, no, non mi disturbi, dimmi… la strappona? Ah, bene sono felice per te… sì, molto bello, scopatela a sangue… ah e in vivavoce? Ciao carissima! Vi divertite? No, non è un doppio… che significa? No che non puoi venire qui… che vuol dire? Non puoi venire e basta… no, cazzo… perché no, che vuol dire perché… e poi non abito qui da solo… (scatta in piedi) dov’è che siete? (guarda al lato del palco) no, che cazzo… (bussano alla porta, chiude il telefono e socchiude) no, guarda, è un momento… (sbuffa, apre la porta) dicevo che… (i due entrano con prepotenza, Tommi scappa dietro al divano).

GIO: a bello! Quanto tempo! (aggira il divano per rincorrerlo, dietro di lui la ragazza).

ANNA: oddio è lui, che emozione!

TOMMI: (fugge dall’altra parte del divano) un sacco di tempo davvero!

ANNA: posso chiederti un autografo?

La coppia finta da una parte poi scatta dall’altra, Tommi non si fa fregare e passa dall’altra parte.

TOMMI: nessun autografo! Io non esisto!

ANNA: ma il tuo quindi è un personaggio? Oddio non ci credo, è troppo folle!

GIO: macché personaggio! È un pazzerellone vero e proprio!

La coppia finta da una parte, poi finta dall’altra, poi scattano dalle due parti, Tommi li evita lanciandosi sul divano.

TOMMI: cosa vi porta qui ragazzotti? Cosa vi porterebbe fuori di qui?

ANNA: oddio è troppo simpatico, mi fa un sacco ridere…

GIO: ci teneva a vederti Tommi…

TOMMI: ci siamo già conosciuti!

GIO: non se lo ricorda Tommi, era ubriaca, tu sei arrivato alla fine della festa, ha insistito per venire qui…

Continuano a inseguirsi da una parte e dall’altra del divano.

ANNA: volevo dirti che io sono una tua grandissima fan. Te l’avrei detto alla festa, se non… oddio ora mi ricordo, ero così nervosa… non puoi capire, non ero in me, è come incontrare… Johnny Depp, non lo so…

TOMMI: io sono molto più bello!

GIO: e più pazzo! Questo ragazzo è un pazzo, potrei raccontarti certe storie!

TOMMI: non lustro più Billy, non te l’hanno detto?

ANNA: ho passato dei momenti della mia vita… sopratutto alle medie, volevo morire, davvero morire (enfasi su morire), ammazzarmi e vaffanculo, mi sentivo di morire, ogni giorno, tutti i giorni… andavo a scuola… però poi c’eri tu e mi facevi ridere, e raccontavi quelle storie assurde, e una volta sono anche venuta a vederti, sai?

Gio fa un salto a destra. Nello stesso momento, Tommi fa un salto alla sua destra. Tenendo i piedi fermi attaccati a terra, Gio allunga una mano per prendere Tommi. Tommi, la schiva spostando indietro il corpo, ma i piedi sono sempre attaccati a terra. Gio fa due salti, Tommi fa due salti.

ANNA: (sedendosi sul divano, mani in grembo e sguardo basso) quando i miei hanno iniziato… era un brutto periodo perché io… i tuoi video… la tua voce… mi sentivo bene, sì mi sentivo… mi ricordo che mi piaceva soprattutto quando ero a casa da sola… mi sentivo meno sola… mi sembrava di avere un amico… con cui passeggiare… andare al cinema… non andavo mai al cinema… ci sarei andata volentieri ma da sola… non potevo… i capelli che avevi all’epoca… quel taglio di capelli… ho provato a imitarlo… un fan club su facebook… conoscevo delle persone… eri il nostro idolo… andavamo ai tuoi spettacoli… le battute che facevi…

Mentre parla, Tommi e Gio si inseguono saltando, e fanno un giro completo del divano.

ANNA: tutto quello che mi dicevi io… mi sentivo rappresentata, rispecchiata, non mi vergogno di dire che… gli amici veri sono sopravvalutati… avevo il tuo poster in camera… i tuoi spettacoli, i tuoi programmi… la scuola era un incubo ma… (si alza in piedi, guarda in alto) se solo ci fossero più persone come te… se solo le persone sapessero… (va verso il pubblico) se solo una volta tanto ci fosse qualcuno che è sinceramente interessato e ti chiede come stai e ti dice che anche lui non sta davvero bene ed è tutta una finzione e non c’è niente di vero e però a volte potresti sentirti bene se qualcun altro lo ammettesse e invece bisogna sorridere sempre e quando vai a casa poi ti fanno male gli zigomi e devi comprare la crema per le rughe in farmacia e poi ti dicono che è finita e la farmacista ti guarda come se fossi una merda e allora le dici datemi l’effaclar e lei te lo dà e dice che non ne hai bisogno e sei giovane ma tu non ti senti giovane e comunque lei è sarcastica si capisce che è sarcastica e tu però sei sparito dalla circolazione e a me questo non sta bene!

Gio mette il piede in avanti e allunga la mano col dito puntato, lo sventola come fosse una spada e Tommi lo evita indietreggiando con passi di scherma.

ANNA: (urlando al pubblico) sono troppo giovane per essere una persona finta! Sono troppo giovane per il botulino lo capite!

Gio si muove verso Tommi, lui salta sul divano e cerca di strisciare via. Mentre è lì, Anna e Gio lo prendono di peso e cercano di portarlo via.

TOMMI: è tutto finto stupidi! È un personaggio! Una piattaforma! Un algoritmo! Una maschera! Un cappello buffo! Baffi finti! Un euro e novantanove da Tiger! Potete pagare con la carta!

TOMMI si divincola, riesce a cadere a terra e corre verso il letto. Da sotto, tira fuori una pistola e la punta a Gio e Anna.

TOMMI: fine della farsa! Tana libera tutti!

GIO: oh, Tommi, ma sei fuori?

TOMMI: tu vai fuori! Fuori da casa mia!

ANNA: oddio, ha una pistola!

GIO: lo vedo che ha una pistola idiota!

TOMMI: la legge italiana mi consente la difesa personale!

GIO: Tommi ma che cazzo fai!

TOMMI: mi sto difendendo da una turpe aggressione! Fuori o vi sparo!

ANNA: non puoi dire sul serio!

GIO: siamo amici da sempre!

TOMMI: non è vero, al massimo conoscenti!

GIO: siamo conoscenti da sette anni, Tommi! Eravamo al liceo insieme!

ANNA: tu sei tutto per me!

GIO: ti conosco da prima che diventassi famoso!

TOMMI: mi state attaccando!

Punta la pistola prima a uno e poi all’altra. Quello che non ha la pistola puntata, cerca di avvicinarsi con degli scattini, come se cercasse di disarmarlo.

GIO: ma che attaccando!

ANNA: io ti ho sempre difeso! Anche quando facevi gli spot di Loreal e gli altri dicevano che eri un venduto!

TOMMI: mi sono venduto sì!

ANNA: non dire così! Loreal fa degli ottimi prodotti!

GIO: ti ho sempre stimato!

TOMMI: ma se non ci parlavamo!

GIO: da lontano! In cortile!

ANNA: i miei capelli sono lisci e setosi! Non ho più le doppie punte!

TOMMI: via! Andatevene via!

ANNA: (piangendo) sentili! Tommi senti quanto sono morbidi! È come seta! Tommi è merito tuo, è solo merito tuo!

TOMMI: via di qua mostri!

GIO: non puoi fare così! Tu non sei niente senza di noi!

ANNA: mi masturbavo sui tuoi video! Tommi non puoi farci questo!

GIO: sei solo uno stronzo ingrato!

TOMMI: ho detto via! Via cazzo! Chiamo la polizia!

ANNA: scopami Tommi!

GIO: tu non esisteresti senza di noi! Stronzo ingrato!

ANNA: solo una volta, Tommi, una volta sola!

TOMMI: non mi si rizza! Andate via!

ANNA: Tommi ti prego…

Tommi scatta verso di loro con la pistola, indietreggiano. Continuano a indietreggiare mentre Tommi li tiene sotto tiro. Anna scatta e ruba il bong. Tommi le punta contro la pistola. Alla fine indietreggiano finché non sono fuori. Tommi continua a seguirli, e va dietro le quinte.

Buio.

Quando la luce si riaccende, Leo si alza dal letto. Tommi rientra in scena con la pistola in mano.

TOMMI: ehilà amico caro!

LEO: l’hai fatto di nuovo?

TOMMI: cosa ho fatto?

LEO: una cazzata, che altro puoi fare.

TOMMI: giusto, che altro puoi fare… mi piace questa. (Si siede di nuovo davanti alla tv) Mi piace proprio sai?

LEO: sfotti anche… ora mi hai rotto il cazzo.

Leo scatta verso la pistola, Tommi anche. La tengono insieme e cercano di puntarsela a vicenda. Se la litigano.

TOMMI: per una volta hai preso coraggio eh? Vuoi farmi sparire? Non lo sai che ormai sono immortale?

LEO: voglio che te ne vai a fare in culo una volta per tutte!

TOMMI: mi sembri mia madre… povera mamma! Cosa penserà eh? Ci hai pensato a cosa penserà? Ma non importa! Tanto io sono immortale! Tutti quei video! La mia faccia è ovunque! Ci sarà per sempre! Anche su pornhub che ti credi!

LEO: vaffanculo! (gli strappa la pistola dalle mani, gliela punta).

TOMMI: scontatissimo che adesso la molli e ti metti a piangere come un finocchietto. Banale proprio. Il cliché del cliché. I film d’azione hanno rovinato i vecchi onesti omicidi casalinghi.

LEO: hasta la vista baby.

Spara. Dalla pistola esce un cartellino con scritto bang. Tommi cade a terra morto. Leo butta la pistola. Si siede davanti alla tv. La guarda perplesso per un attimo. Prova a spingere dei pulsanti. Dà una botta sopra. Muove le antenne a destra e a sinistra.

LEO: ma è spenta sta cazzo di cosa. Tommi (allunga il piede e gli dà un calcetto) come si… ? È spenta…

Buio. Quando torna la luce Leo e Tommi sono seduti insieme davanti alla tv.

LEO: (ride) ahah, forte cazzo!

Buio.

Sipario.

Michelangelo Franchini

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