Geometrie della sensibilità – nella pittura di Fabrizio Sclocco / Geometries of sensitivity – in the art of Fabrizio Sclocco

[ITA]

Fabrizio Sclocco nasce a Pescara nel 1989. Un diploma artistico e un percorso universitario in Architettura interrotto, dopodiché Toronto. Insoddisfatto dell’Italia, o più semplicemente della vita che conduce, nel 2012 Sclocco approda in Canada, all’inizio svolgendo lavori disparatissimi e tutt’altro che artistici, per poi riprendere in mano – di nuovo, e una volta per tutte – la propria passione, paradossalmente attraverso ciò che sembra esserle più lontana, o quantomeno lontana da una certa idea di arte. Visual merchandising per negozi di arredamento: le vetrine diventano opportunità per creare dipinti tridimensionali. E poi l’inserimento nell’industria cinematografica come Set Designer.

Sclocco ha un tratto che muta nel tempo, ma che nonostante tutto rimane riconoscibile, perché animato da qualcosa di più di semplici trasformazioni stilistiche. La svolta – ci dice – avviene col «guardare verso l’interno invece che verso l’esterno».

In Sclocco la ricerca estetica procede di pari passo con l’autoanalisi e la ricerca interiore, e in questo senso sarebbe più corretto dire il contrario. L’origine di tutta la sua attività creativa, qualunque forma essa abbia, risiede nell’esplorazione della psiche, e non in astratto, ma della propria.

Ogni fase di cambiamento si ripercuote anche sul linguaggio visivo. Il punto è comunicare con sé stessi e con le proprie emozioni, e plasmarle in parole, concetti e disegni. Il passo successivo è quello di esaminarle.

Da sempre «ispirato dalla teatralità dei giochi di luce nelle opere di Caravaggio e dai netti contrasti in bianco e nero dei programmi televisivi degli anni ’60», Sclocco trae una miscela che ha poco a che fare con la cultura pop e i suoi feticci. Ma, allo stesso tempo – se dovessimo ricercare un riferimento autorevole – più che l’irrequieto maestro cinquecentesco per certi aspetti ricorda un altro e ben più tardo caposaldo della pittura italiana, di cui non serve ricordare il nome.

L’inclinazione pittorica si coniuga con l’interesse per l’architettura, di cui resta non tanto la plasticità, quanto la chirurgica attenzione per le forme e le composizioni geometriche. Echi e dettagli architettonici emergono in modo più o meno evidente, a dar corpo – potremmo dire – a una metafisica dell’inconscio appena accennata, che si discosta dal claustrofobico straniamento prospettico à la De Chirico e lo declina invece come appiattimento dello spazio, ingannevole ariosità del bianco, segno laconico. Eppure, tutto sembra lasciare intendere la sagoma di una semispoglia, intimistica e nostalgica anticamera dell’emozione.

Vi proponiamo qui di seguito una selezione di opere scelte dall’autore, con l’accompagnamento di brevi didascalie di suo pugno (ad eccezione di Rimuginio e Ruminazione rabbiosa e L’insostenibile leggerezza dell’essere). I dipinti presentati ripercorrono varie fasi dell’evoluzione psicologico-stilistica di Sclocco.

Il periodo 2012-2017 di Sclocco è caratterizzato dal nero – negazione per antonomasia – che «ha un ruolo preponderante e rispecchia uno stato viscerale di insicurezza. Questa componente annulla ogni tipo di manifestazione della sfera emotiva, mostrandosi a sua volta vulnerabile».

Il quadro in apertura di questa sequenza, pur avendo le stesse tinte scure, esemplifica però qualcosa di differente, uno stadio successivo. Il silenzio del presente ha come titolo originale “the silence of aloneness”, in cui quest’ultimo termine designa una situazione assai particolare. Laddove “loneliness” indica un’alienazione che non dipende dall’effettiva assenza di persone attorno, un isolamento radicato che non è frutto di una scelta, l’incapacità e il rifiuto delle relazioni sociali, che lasciano emergere una sofferenza e una frustrazione già presenti; laddove solitudine è implosione, “aloneness” è invece immersione in sé stessi ed espansione, un senso di pienezza e la capacità di essere nel flusso.

Successivamente Rimuginio e ruminazione rabbiosa. Due meccanismi mentali in cui il soggetto distoglie la propria attenzione dal presente e dal mondo esterno e si ripiega invece su sé stesso, avviando un’autoanalisi che diviene distorta, infruttuosa, incontrollabile, ossessiva. Due meccanismi distinti da cui scaturisce una condizione psicologica difficile da descrivere, tanto che non resta che ricorrere a tecnicismi, gli unici che forse possono renderne conto (strada che abbiamo seguito a nostra volta nella didascalia).

L’inizio del percorso psicoterapeutico dà luogo a Da Tiziana, lasciando intravedere uno spiraglio, una nuova prospettiva con cui osservare le dinamiche emozionali. Tra le fosche pennellate scure di Tender reflection si delinea il germe di un’epifania, debole ma che resiste tenacemente in quel soggetto bianco così sottile e nel sottotitolo: “Fragility is a shade of sensibility”. Carezze dimenticate è l’approdo a una dolcezza malinconica, a una trasparenza e a un più equilibrato dialogo interno faticosamente conquistato. In chiusura L’insostenibile leggerezza dell’essere, quadro ispirato a un episodio del celebre romanzo di Milan Kundera.

Federica Ruggiero

[ENG]

Fabrizio Sclocco was born in Pescara in 1989. He graduated from fine arts high school and started studying Architecture at university, but he never finished. Instead, he decided to move to Toronto and in 2012 he started a new life in Canada, where he did any kind of job. What he did for a living seemed unrelated to art, but he found his way back to the artistic field through an unusual path. He ended working as a visual merchandiser, a career really far from the common idea of art. Display windows for furniture shops became an opportunity to free his creativity and realize 3D paintings. After that he stepped into the Movie industry quite easily where he became a Set Designer.

Sclocco has a stroke that changes over time, but whatever happens his hand is always recognizable. His style is animated by something stronger and deeper than artistic faces. The turn happened- he said- when he started “looking inside instead than outside”.

In Sclocco’s work esthetic research proceeds with his self-analysis and his process of soul-searching. The source of his creative activity, in any form, starts from the exploration of human psyche and more precisely from his own.

Every phase and every change echoes in his visual language. His aim is to communicate with himself and his own emotions, shape them in words, concepts and images. The next step is to analyze them.

For his all career Sclocco was “inspired by the theatricality of the light in Caravaggio’s paintings and by the neat contrast of the black and white TV programs of the 60s”. From these starting points he reaches a mixture that has few to share with pop culture and its idols.

His inclination for painting always goes with his interest in architecture. This is visible not only in his plasticity but, moreover, in his surgical attention to forms and geometric compositions.

Echoes and architectonic details emerge in a more or less evident way to give body to a metaphysics of the subconscious barely hinted. This trait moves away from De Chirico’s perspectives claustrophobic alienation to flattered architecture of the space, in an ephemeral white.

Still, everything lets see a barely naked, intimate, nostalgic shape: it is the anteroom of emotion.

The following part is a selection of author’s works, with brief captions written by the author himself (except for Rimuginio e Ruminazione rabbiosa and L’insostenibile leggerezza dell’essere). The paintings recall Sclocco’s psycho-stylistic development.

From 2012 to 2017 Sclocco used to characterize his works with black – quintessential negation – that “plays a preponderant role and stands for an instinctive insecurity. This component nullifies every type of display of emotional sphere, that shows itself as vulnerable”.

The opening painting, although being dark-dyed, exemplifies something different. Il silenzio del presente is the italian translation of the title The silence of aloneness, and this very last term is the keyword of very particular situation. “Loneliness” means alienation, non-depending from actual absence of people, inability and refusal of social relations – these relations could generate suffering and frustration, already present in life. Where “loneliness” is implosion, “aloneness” is immersion in ourselves, expansion, a feeling of completeness and the ability of being part of this stream.

The following painting is Rimuginio e ruminazione rabbiosa (Brooding and furious rumination). These are two mental processes, in which the subject diverts his attention from the present and the outside, isolating himself. A self-analysis starts, but it becomes distorted, vain, uncontrollable, obsessive. From these two processes a very difficult psychological condition emerges, only through technical terms one could describe it, only these technical terms can deal with it (in the caption we tried to follow these technical terms). The beginning of the psychotherapy generates Da Tiziana (Chez Tiziana), creating a glimmer, a new perspective, in which one can watch these emotional dynamics. Among the dull dark dyes of Tender reflection, the genesis of an epiphany takes shape; it is fragile, but it also resists tenaciously in that subtle, blank subject and in the subtitle: “Fragility is a shade of sensibility”. Carezze dimenticate (Forgotten caresses) is the landing place: here there are a melancholic tenderness, a transparency and a more equilibrate internal dialogue, gained with difficulty. In the end, The unbearable lightness of being (l’insostenibile leggerezza dell’essere) is inspired by an episode of the Milan Kundera’s novel of the same name.

Written by Federica Ruggiero

Translated by Simona Ciavolella


F. Sclocco, Il silenzio del presente

 

IL SILENZIO DEL PRESENTE (THE SILENCE OF ALONENESS)

[ITA]

Grafite, pastello su Fabriano Rosaspina
70cmx90cm
2019

Ispirato a Khalil Gibran, Il tuo dolore è la rottura del guscio che racchiude la tua comprensione.

La battaglia della passione e della ragione. Ferita e alterata, l’anima diventa un osservatore della dualità dei suoi elementi. Ha avvertito il soffocamento dell’emozione e l’imprigionamento del pensiero. Si bilancia nella calma e nel silenzio. Né affondando o nuotando, finalmente sente l’essenza della libertà.

[ENG]

Lead, pastel on Fabriano Rosaspina’s paper
70cmx90cm
2019

Inspired by Khalil Gibran, Your pain is the crack of the shell that surrounds your comprehension. The struggle between passion and reason. The soul, wounded and altered, became an observer of the duality of the human soul itself, that perceived the asphyxiation of the emotion and the imprisonment of the thought. These perceptions are balanced by calmness and silence; without swimming nor drowning the subject finally is free.


F. Sclocco, Rimuginio e ruminazione rabbiosa

RIMUGINIO E RUMINAZIONE RABBIOSA (Brooding and furious rumination)

[ITA]

Inchiostro, pastelli a olio, pastelli, su carta cotone
23cmx30cm
2019

Il rimuginio è una forma di pensiero di tipo verbale e astratto, privo di dettagli, caratterizzato dalla ripetitività di una serie di pensieri considerati come incontrollabili e intrusivi, che si focalizzano su contenuti catastrofici di eventi che potrebbero manifestarsi in futuro.

Si tratta di una strategia che l’individuo adotta quando si trova in situazioni identificate come pericolose e incerte, ansiogene, per questo difficili da gestire. Il rimuginio, dunque, è utilizzato dall’individuo come modalità di fronteggiamento della situazione temuta, allo scopo di prevenirla e controllarla.

Chi rimugina ha paura e teme sempre possa avverarsi il peggio, non riesce a valutare possibili alternative per gestire la situazione temuta e pensa che il rimuginare possa portare alla soluzione del problema.

La ruminazione è un processo cognitivo caratterizzato da uno stile di pensiero disfunzionale che si focalizza principalmente sugli stati emotivi interni e sulle loro conseguenze negative.

La ruminazione è una forma circolare di pensiero persistente, passivo, ripetitivo ma – a differenza del rimuginio – rivolto al passato. I pensieri ruminativi diventano la causa della comparsa della depressione, del suo mantenimento e aggravamento.

Inizialmente la persona attiva la ruminazione perché crede sia una strategia consona alla gestione di una serie di accadimenti negativi, quindi la considera una soluzione efficace per il controllo della tristezza. Tuttavia, tale processo nel tempo aggrava l’intensità dello stato d’animo negativo, induce a un maggiore abbassamento dell’umore, e comporta una distorsione della percezione sia di sé stessi, in termini negativi, sia dell’ambiente circostante.

Quando si rumina l’attenzione è spostata totalmente sulle proprie sensazioni e sui propri pensieri, allo scopo di comprenderne il significato, le cause e le conseguenze del proprio stato d’animo. Si amplifica, in questo modo, la percezione individuale di essere incapace di fronteggiare la situazione e di valutare eventuali alternative che possano sia attivare emozioni positive sia produrre soluzioni più adeguate al raggiungimento dello scopo. L’utilizzo continuo e costante della ruminazione determina l’automatizzazione di tale processo che provoca in chi la sperimenta un senso di mancanza di controllo sui pensieri ed evidente abbassamento del tono dell’umore.

Nella ruminazione rabbiosa il pensiero ripetitivo è legato a un evento passato in cui si sperimenta una emozione di rabbia. Il pensiero sul passato amplifica l’intensità e la durata dell’emozione negativa, che sfocia conseguentemente nella vendetta e nell’aggressività, quando è rivolta verso l’esterno. Se invece la ruminazione rabbiosa riguarda temi autosvalutativi, alla lunga potrebbe diventare depressione1.

[ENG]

Ink, oil pastels, pastels, on cotton paper
23cmx30cm
2019

Brooding is a way of thinking both verbal and abstract, without details, characterized by the repetition of several thoughts considered as uncontrollable and intrusive, that focus on catastrophic events that could happen in the future.

It is a strategy that the individual adopts when he finds himself in dangerous and uncertain situations, difficult to deal with. So brooding is used to face scary situations, it is a form of to control and prevention.

Who broods a lot fears the worst, he can’t imagine other possibilities to deal with the problem and feels that overthinking is the only solution.

Rumination is a cognitive process characterized by a dysfunctional thought that is focused mainly on the emotional inner state and the negative consequences of it.

Rumination is persistent and circular, passive, repetitive and- unlike brooding- looks at the past. This kind of thoughts are also the source of depression and its worsening.

People start ruminating, in the first place, because believe it to be the best strategy to deal with a serious of negative events. However, this process makes it worse and contributes to lower people’s mood while distorting the perception of the self.

Furious rumination is bounded to a past event in which the subject undergoes a mood of anger. This mechanism amplifies the intensity and the length of the negative emotion. The consequence is aggressiveness (if the feeling is projected to the outside) or depression (if the feelings are projected to the inside).


F. Sclocco, Da Tiziana

 

DA TIZIANA

[ITA]

Inchiostro, acrilico, pastello su Fabriano Rosaspina
140cmx170cm
2019

Il dipinto rivela un’introspezione. Il busto tatuato dell’artista seduto su una colonna dorica immersa nell’acqua, quasi revocando un desiderio di pulizia per dissolvere gli ostacoli e l’inconscio controllato rappresentato dalla griglia della vasca laterale. Il pilastro con zoccolo in attesa della sua struttura da costruire nasce da questa maglia articolata con barre di rinforzo che modellano una scarsa disposizione. Una sedia abbastanza scomoda come scomoda da stare di fronte a uno specchio sotto il sole cocente e pronta alla polvere e scavare attraverso ricordi, paure, pregi e difetti. Mentre lucidano lo Specchio, le nuvole fanno un passo indietro, le emozioni scrivono da sole, le vie di fuga escono come carte che si diffondono sul tavolo, le maschere e le armature cadono a pezzi dopo molte immersioni nei mari che bagnano l’Italia. La parte superiore di una colonna dorica rotta in attesa di una solida base è pronta per essere riempita.

[ENG]

Ink, acrylic paint, pastel on Fabriano Rosaspina Paper
140cmx170cm
2019

The painting is focused on introspection. The bust of the artist, covered with tattoos, evokes a desire of cleanness useful to dissolve the obstacles and the grid in the side pool represents the controlled subconscious. The pillar with the base, arising from this metal mail articulated by bars, is waiting to be finished. An uncomfortable chair stands, under the hot sun, in front of a mirror and allows the self to excavate through dust and old memories, fears, virtues and faults.

While polishing the mirror, the clouds step back, the emotions write the story on their own. Escape roots draw a path on the table, the masks and the armors fall apart after many immersions in the Italian sea. The upper part of a broken doric column is ready to be fulfilled again.


F. Sclocco, Tender reflection – fragility is a shade of sensibility

TENDER REFLECTION – FRAGILITY IS A SHADE OF SENSIBILITY

[ITA]

Inchiostro, acrilico, pastello su Fabriano Rosaspina
140cmx200cm
2019

Il disegno rivela la parte sensibile di una persona, la più fragile, spogliata di carne, rappresentata come una figura spessa quanto un foglio di carta, svuotata della sua parte razionale, solo una pura membrana emotiva. Il soggetto si confronta con i propri modi di fuggire: alcolici e droga. Tutto è circondato da fiori che vengono versati sulla tovaglia, pronti a rimuovere questa maschera scura e ad illuminare la sua mente sotto il sole cocente.

[ENG]

Ink, acrylic, pastel on Fabriano Rosaspina paper
140cmx200cm
2019

The painting reveals the most sensitive part of a person, the frailest one. The human figure is represented without flesh, thin as only paper can be; the subject is stripped of his rational part and what is left is a pure emotional membrane. The protagonist of the painting faces his getaway from reality: alcohol and drugs. Everything is surrounded by flowers poured on the tablecloth, preparing to remove this dark mask and illuminate his mind under the blazing sun.


F. Sclocco, Carezze dimenticate

CAREZZE DIMENTICATE (FORGOTTEN CARESS)

[ITA]

inchiostro, acrilico, pastello
24cmx30cm
2019

La carezza è il risveglio dei sensi.

Il nostro Io pensante emerge attraverso la pelle,

dà forza alla voce, perché le parole non raggiungono lo specchio delle nostre pure emozioni.

Da adulto, la carezza è memoria impressa nel tempo e nel cuore,

ma da bambino, la carezza è formazione.

Senza di essa viene meno la speranza, con essa l’imbarazzo muore.

[ENG]

Ink, acrylic, pastel
24cmx30cm
2019

A Caress is the awakening of the senses.

Our thinking self emerges through the skin,

it gives strength to our voice, because words can’t reach the mirror of our pure emotions.

As an adult, a caress is a memory engraved in time and in the heat,

but, as a kid, a caress is education

Without it hope disappears, and without it embarrassment dies.


F. Sclocco, L’insostenibile leggerezza dell’essere

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

Inchiostro e pastello su carta cotone
46cmx60cm
2019

Il dipinto è ispirato all’omonimo capolavoro di Milan Kundera, in particolare a uno dei sogni del personaggio di Tereza. Non vi diremo quale, poco importerebbe. Lo commentiamo come l’avrebbe commentato Arthur Schnitzler: “Nessun sogno è mai soltanto un sogno”.

[ENG]

Ink and pastel on cotton paper
46cmx60cm
2018

The painting is inspired by the homonymous masterpiece written by Milan Kundera, especially by one of Tereza’s dreams. Which dream, is not interesting. We could quote Arthur Schnitzler in this case “No dream is just a dream”.


Note:

1 Fonte: State of Mind – il giornale delle scienze psicologiche: https://www.stateofmind.it/2017/02/rimuginio-ruminazione-psicologia/

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