Contatto – una serie fotografica di Guglielmo Griscioli

Guglielmo Griscioli nasce a Roma, classe 1995. Per otto anni la musica e la batteria costituiscono il suo interesse primario, con una piuttosto intensa attività live. Entra in contatto con il mondo della musica punk e dell’arte underground dal primo anno di liceo. Realizza due album con la band “The Grenades“(2009-2016) a cavallo fra il 2010 e il 2015 come batterista; partecipa poi al progetto indie-folk “Airin” (2015-2018).

Inizia il suo percorso universitario presso la Facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza, da cui viene fortemente influenzato anche per le sue attività successive. Sceglie però di non portare a termine gli studi filosofici per dedicarsi invece alla fotografia, passione sorta all’età di 12 anni durante un viaggio in Africa.

Attualmente è studente del DAMS presso l’Università di Roma Tre e da tre anni studia privatamente fotografia e cinematografia, aspirando a rivestire un giorno il ruolo di direttore della fotografia e operatore nel settore cinematografico.

Tra il 2017 e l’inizio del 2019 collabora come DOP, operatore e colorist alla realizzazione di quattro cortometraggi indipendenti.
Da due anni lavora come fotografo, assistente fotografo e videomaker freelance.

Contatto è la sua prima serie fotografica per YAWP, corredata da un testo in calce.

Non mi sento uno soltanto e vivo sempre nel passato, inciampo sui miei piedi e cado sempre negli stessi errori, errori già commessi infinite, o meglio, tante volte, solo per sentirmi certo che questo esatto momento non è altro che tutti gli altri istanti che già sono stati, cui solo si somma quello attuale.

La pellicola è un supporto su cui la luce si imprime, connessa al visibile come il fango con i piedi. E il mondo? Il mondo è un piede che calpesta il fango, posso solo scegliere chi o cosa deve calpestarlo, ma potrei anche non farlo; ogni tanto capita.

L’impronta implica un esser stato lì del piede. Il calpestamento ha avuto luogo, la traccia ne è la prova. Ma se poi ci metto il piede sopra? Se copro o cancello l’impronta, l’indice dell’esser stato lì del piede, cosa mi aspetta?

Non mi sento uno soltanto e vivo sempre nel passato, sento tutto sovrapporsi, ho come la percezione che dentro a un fatto ce ne siano innumerevoli altri e per questo cado, mi lascio cadere, in errori già commessi infinite volte, solo per sentirmi certo che questo esatto momento non è altro che tutti gli altri istanti già passati, cui solo si somma questo momento.

Guglielmo Griscioli

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