Consigli per gli acquisti: poesie inedite di Davide Morelli

Consigli per gli acquisti:

Preferisco la cosalità delle cose
alla nullità del nulla.
Se l’essenza è la funzione
allora io sono inutile,
ma me ne farò una ragione.
Nonostante tutto 
le cose o gli uomini non mi hanno ancora ucciso
e il mio corpo non mi ha ancora mandato alla malora.
Nonostante tutto 
sono ancora vivo.
Se non provi dolore, non vivi di stenti, 
non vivi la guerra,
non sei braccato, non muori di fame
il mondo non è così male.
Forse la civiltà è tracciare strade
per farci arrivare in tutti i posti del mondo.
Dubito della civiltà.
Il cielo ha miliardi di sguardi,
ma nessuno sa la loro direzione. 
Puoi scegliere i tre canoni buddisti, la Bibbia, 
il Talmud, le Upanishad, il Corano
o altri testi sacri.
Puoi ricercare orgasmi del corpo o della mente.
Ricordati che sono sopratutto 
le sinapsi chimiche e i neuromediatori
a regolare i nostri umori.
Cerca di non farti troppo male.
Non riempirti di vuoto.
Non trattare gli altri come giocattoli rotti.
Non snobbare troppo truismi e tautologie:
certe sere potrebbero esserti di aiuto.
Ricordati che è una manna
anche una minuscola intuizione.
Anche se tutto è già stato detto,
dillo comunque con parole tue.
Cerca metafore ed immagini.
Spesso è questione di visione interiore.
Non uniformare i tuoi gusti.
Non lasciarti illudere da pochi istanti felici.
Chiediti sempre se una rosa
è realmente una rosa come scrisse la Stein. 
Prendi come punto di riferimento
di ogni giorno l’orizzonte al tramonto.
Ricordati che in tempi come questi
di basso impero tutto può succedere
perché le regole vanno a farsi benedire.
Cerca insomma di cogliere ogni istante:
è tutto qui, anche se sembra scontato.
Ricordati che il cielo è la sommatoria degli errori.
Troppe astrazioni saturano il cervello.
Ho capito che per vivere decentemente
ci vuole incoscienza e al contempo circospezione.
Ma forse sono in errore.
I morti ci guardano.
I morti ci attendono
e forse ridono di noi.
Ricordati anche che l’esperienza non si insegna
come dicono molti e forse neanche dall’esperienza si impara.
Quindi ogni mio consiglio alla fine è inutile.
Restano i consigli degli acquisti
fino a quando non saremo resettati. 
La Coop sei tu. Chi può darti di più?
Aspetto la mia data di scadenza.
Cerco di convivere con la mia inconsistenza.
Ci sono cose che non si possono comprare.
Per tutto il resto c’è MasterCard.
What else? 

*

Preghiera postmoderna:

Se posso pensarti allora esisti
diceva tempo fa Anselmo da Aosta.
Nessuna preghiera è inascoltata,
anche se c’è chi manca all’appello:
così cerco adesso di rincuorarmi.
Non ancora. Non è per me soltanto,
anche se ormai sono inutile come 
l’erbaccia dei fossi ed indago
invano sul flusso delle cose.
Ho peccato troppo senza amore.
Non mitigai tutto quel rancore.
Non ancora. Non so che mi divora.
Proteggimi da tutti i passi falsi.
Dirada di un filo l’oscurità.
Insegnami una scia di luce
(sperando che non sia un amico
immaginario ma di vecchia data).
Fa fede sempre il timbro dell’anima
o di quello che resterà ormai.

*

La brocca di Heidegger:

La nota brocca oggi si è rotta.
Un atto maldestro: niente altro.
Il contenuto dava un significato
al contenitore, che non lo disperdeva.
Si sorreggevano sempre a vicenda.
Ora la brocca non ha più funzione
in quanto ne restano solo cocci.
Non versa acqua. Non esiste più. 
Non avendo nessuna funzione
non ha più alcun modo di essere.
Per fortuna non ha mai adempiuto
la funzione di oggetto contundente.
Mi scusi il sempiterno filosofo
ma userò la bottiglia di plastica.
In fondo la brocca è anacronistica
e la logica resta sempre identica.
Anche i simboli vanno aggiornati.
Tutto ogni tanto va rimodernato.
Talvolta ci si sente inutili
come uno di quegli stupidi cocci.

*

State buoni:

State buoni e pensate alla rugiada,
che si posa sulle cose in silenzio.
Scivola sulle nervature delle foglie
e si ferma anche sulle ragnatele.
State buoni e ascoltate il trambusto
del mondo, che non si sa dove porta.
Ascoltate tutti i telegiornali,
tutte le vittime delle guerre.
Ascoltate anche la cronaca nera:
cambiano ogni giorno gli attori,
ma il canovaccio è identico.
State buoni e perdetevi nel vento.
Interrogate gli arcani del firmamento.
State buoni e immaginate tutto:
i sibili o i rantoli dei morenti
e sopratutto i vagiti di chi nasce.
Poi tornate nel trambusto del mondo.
Ritornate di nuovo in voi stessi:
altrimenti a prendervi per pazzi
faranno in un attimo o poco più. 

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